I pensieri e la realtà si dovrebbero corrispondere, come i due amanti, nella danza dell’anima. Le cose accadono solo quando possono accadere, quando sono anticipate dai nostri pensieri. Se è vero dunque che “niente accade per caso” è anche vero che questo destino, non è per noi imperscrutabile. Si tratta della volontà universale presa come tale, cui si accede solo rinunciando al Sè, alla propria pretesa di controllo e sentimento di grandiosità.
Se nella vita per essere felici abbiamo solo bisogno di orizzonti di senso, allora la felicità è innanzitutto una questione semantica. Siamo solo fintanto che siamo capaci di significare (per qualcun altro). La danza dell’anima non è perciò un ballo solitario, ma a due.

La felicità non è un possesso né uno stato. È piuttosto un sentimento. Ci si sente felici quando non si dipende più dal giudizio altrui, quando si guarda a se stessi con schiettezza, quando siamo in grado di fidarci degli altri senza aspettarci che l’altro accontenti le nostre aspettative su di lui. Cos’è la felicità? Abitare se stessi senza dubitare mai.
Poesia: LA DANZA DELL’ANIMA
Nel buio della tua notte
puoi incontrare te stessa
e danzare a piedi nudi
tra i sentieri dell’anima
non rinuncerai,
non stavolta.
Ricordati di quando eri bambina
e non sapevi cosa fosse l’amore
piangevi dicendo a te stessa di essere un disastro
speravi soltanto che qualcuno ti togliesse da lì.
Quel qualcuno adesso sei tu
e quel luogo era sempre stato lì
solo per te.
E allora balla
Nel buio della tua notte
a piedi nudi tra i sentieri dell’anima,
perché tutto è perfetto stasera
come perfetta sei anche tu
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